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La cittą di Carrara e il suo territorio

Incastonata tra il mare e lo splendido scenario delle Alpi Apuane, celebrata già da Strabone, Tacito e Dante Alighieri, Carrara è uno dei più antichi comuni d'Italia e conserva un centro storico molto interessante e stratificato nel tempo: statue, fontane, icone e stemmi testimoniano la grande diffusione del marmo nell'arredo urbano.
La città è legata, sin dalla sua origine, all'attività di estrazione e lavorazione del marmo, che già in epoca romana dal vicino porto di Luni, presso la foce del fiume Magra, era esportato in tutto il mondo.
Gli Etruschi si insediarono dall'età del Bronzo finale e la prima età del Ferro (secoli XII-VIII a.C.) sulle propaggini meridionali delle Alpi Apuane e nel tratto costiero fino al fiume Magra, mentre i Liguri-Apuani si collocarono sulla fascia montuosa apuana.
A partire dal 235 a.C., data d'inizio delle guerre romane-liguri, i Romani crearono stabili insediamenti sul fiume Magra, da cui si sviluppò la città di Luna; tra le rovine della città è stato rinvenuto il primo monumento scolpito in marmo, datato 155 a.C., proveniente dal bacino del Polvaccio (nel canale di Torano), dedicato al generale vincitore sui Liguri-Apuani, M. Marcellus.
Dopo la caduta dell'impero romano, nel basso Medioevo Carrara fu donata ai vescovi lunensi dagli imperatori carolingi e, in seguito, divenne uno tra i primi Comuni del territorio italico. Alla potenza comunale di Carrara subentrò la signoria dei Pisani, che riaprirono le cave di marmo per avviare la costruzione delle chiese della zona: nel XII secolo iniziò l'edificazione del Duomo, pregevole esempio di stile romanico. Nella metà del Duecento fu realizzata la prima cerchia di mura, mentre Carrara passò, attraverso varie vicende, sotto il dominio della Repubblica di Lucca e dei Signori di Genova, Parma, Verona, Milano.
Alla metà del XIII secolo, realizzate le prime Mura, Carrara assumeva una forma riconoscibile ancora oggi; sei sono le porte di accesso alla città. Il Circuito partiva dalla Porta del Bozzo, costeggiava il torrente Carrione fino al Ponte Baroncino, correva lungo il fianco Est di Piazza Alberica, fino a raggiungere la Rocca. Delle sei porte, una attraversava la Rocca, una chiudeva Via Santa Maria, due Via Ghibellina e Via dell'Olivo, una Via Carriona, dove oggi vediamo la Statua del Cavallo. All'inizio del sec. XV, sorsero abitazioni-botteghe con facciate in marmo o bifore e trifore marmoree lungo Via Santa Maria, vennero costruite case-torre, come la Torre del Piccino, adiacente alla Porta del Bozzo, e furono aperte le Vie dell'Arancio e Ghibellina, lungo il tracciato del Borgo Medievale.
Nel 1473 la dominazione della dinastia Cybo Malaspina diede impulso alla rinascita della città attraverso l'ampliamento delle Mura, la creazione di piazza Alberica e l'edificazione del palazzo del principe, divenuto nel 1769 sede dell'Accademia di Belle Arti ad opera di Maria Teresa d'Este. La stessa codificò il diritto sugli agri marmiferi per la concessione e l'usufrutto delle cave.
Tra '600 e '700, Carrara si trasformò in città Barocca: residenze popolari e attività produttive si insediano nella zona Grazzano-Cafaggio mentre la nobiltà costruì dimore lungo Piazza Alberica - Palazzi del Medico e Orsolini, via Alberica - Palazzi Pisani e Luciani, via del Plebiscito - Palazzo Lazzoni, via Carriona - Palazzi Monzoni e Schizzi ai lati della Chiesa delle Lacrime, di fronte al Ponte delle Lacrime del 1736.
In epoca napoleonica, il principato di Massa e Carrara rimase diciotto anni sotto i Francesi fino al governo di Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone, che costruì la strada della Foce che unisce le due città. Sotto la dominazione francese furono abbattute le Porte Medievali (tranne la Porta del Bozzo) e vennero realizzate nuove strade come la via Foce e la via Postale, odierna via Rosselli. Dal 1830 in poi vengono abbattute le Mura Cinquecentesche, premessa al notevole sviluppo urbanistico della città, conseguenza dell'espansione delle attività lapidee dalla metà del sec. XIX. Le nuove costruzioni furono realizzate lungo Via Postale - Palazzo Fabbricotti e lungo lo Stradone di San Francesco, oggi via Verdi - Palazzo Binelli (ex sede della Banca d'Italia).

Dopo i moti del 1848, in cui Carrara si distinse per lo spirito rivoluzionario, la città aderì al Granducato di Toscana e, dopo il 1861, all'Italia unificata.
Dopo l'Unità d'Italia due importanti eventi caratterizzanti la storia locali furono la costruzione della Ferrovia Marmifera (1871-1890) e la redazione del piano regolatore di Leandro Caselli, con cui furono edificate le maggiori piazze cittadine, il Teatro Politeama Verdi, la caserma di cavalleria Dogali, la scuola elementare Saffi e l'asilo Finelli. In questi anni, Carrara fu retta da un gruppo monarchico e liberale, a cui si opposero i gruppi mazziniani, repubblicani e socialisti che conquistarono il governo nel 1877. Il malcontento sociale ed il disagio economico sfociarono nei moti del 1894, repressi con la violenza e conclusi con centinaia di condanne.
Agli inizi del Novecento, la città ebbe un nuovo sviluppo: furono realizzati il Viale XX Settembre (1904-1915), la linea tranviaria che collegava la città con la Marina e la viabilità litoranea con la Versilia; vennero potenziati i pontili caricatori ed iniziò nel 1922 la costruzione del porto di Marina di Carrara.
Dopo l'ascesa dell'anarchico Alberto Meschi, che prese la guida della Camera del Lavoro, la città visse il tormentato periodo fascista; dal 1921 si costituì il Fascio di Combattimento di Carrara guidato da Renato Ricci,venne chiusa la Camera del Lavoro, mentre la giunta comunale fu costretta a dimettersi.
Con l'8 settembre 1943 prese il via la guerra di liberazione e la città appoggiò il Battaglione Alpino Val di Fassa, che sul colle della Foce si scontrò con i Tedeschi. Nel settembre 1953 venne costituito il primo Comitato di Liberazione Nazionale e la zona divenne la linea di confine dell'estrema difesa tedesca, denominata Linea Gotica. Il comprensorio apuano subì la furia delle repressioni nazi-fasciste, con eccidi di massa, alla quale si contrappose la lotta partigiana: le donne carraresi furono protagoniste nel luglio 1944 di una rivolta sotto le finestre del comando tedesco, che revocò l'ordine di evacuazione della città. Al termine del secondo conflitto mondiale la provincia di Massa Carrara venne insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare.
Nel dopoguerra fu avviato lo sviluppo economico-turistico del territorio, lasciando pressoché intatta l'immagine del Centro urbano carrarese così come si è stratificata dal XIII al primo trentennio del nostro secolo

Rievocazione storica della lizzatura
Si svolge nelle cave del bacino di Colonnata, solitamente una domenica d'agosto, la rievocazione storica del trasporto del marmo tramite lizza, sistema utilizzato fin dall'antichità. A fine mattinata l'evento si conclude generalmente con una degustazione di lardo, tipico del paese, prodotto nei caratteristici laboratori famosi in tutto il mondo.
La "lizza" era una sorta di slitta, costituita da tre grossi tronchi adiacenti e sagomati a forma di sci, su cui poggiavano i blocchi di marmo, con un peso complessivo di circa quindici - venti tonnellate; per il trasporto a valle si utilizzavano le cosiddette "vie di lizza", strade massicciate appositamente costruite, o, più frequentemente, la lizza era calata direttamente sui ravaneti che rivestono i versanti a valle delle cave. La lizza era trattenuta da tre grossi cavi, parzialmente avvolti attorno ai "piri", cippi di legno infissi nel marmo, ed era allentata gradualmente mentre una squadra di lizzatori collocava davanti una serie di traversine di legno denominate "parati". Dal poggio di carico il marmo era trasportato sopra carri trainati da diverse coppie di buoi, il cui uso si protrasse fino agli inizi del Novecento.
Le tecniche di escavazione rimasero fino al Settecento pressoché le medesime adoperate dai Romani, esclusivamente basate sul lavoro manuale, finché furono introdotti l'uso dell'esplosivo e della polvere nera. L'impiego della tecnica di abbattimento con esplosivo, denominata "varata", permetteva di abbattere enormi quantità di roccia ma talvolta richiedeva operazioni preliminari della durata di molti mesi; regolamentate dal 1895, le grandi varate furono proibite nel 1932 e l'ultima avvenne quattro anni dopo.
Nel 1889, all'Esposizione Internazionale di Parigi fu presentato il rivoluzionario impianto per il taglio del marmo con filo elicoidale, inventato e brevettato dall'ingegnere belga Chevalier nel 1854, introdotto a Carrara dal 1985 con il vantaggio di eseguire i tagli di notevoli dimensioni direttamente dal monte.
Nel 1810 fu introdotto il trasporto del marmo sui vagoni della ferrovia marmifera , costruiti a partire dal 1871 su progetti degli ingegneri Villy, Genzoni e Turchi. I primi tronchi, attraverso quindici gallerie per una lunghezza di 4167 metri, furono inaugurati nel 1876; il moderno mezzo di trasporto collegava le Alpi fino a valle, in prossimità del centro abitato di Avenza, dove si raccordava con la ferrovia statale. Quest'opera grandiosa, smantellata nel 1963, era dotata di lunghe gallerie e grandi viadotti, il più importante dei quali è quello dei Ponti di Vara..